PAGHINO, E POI CHIEDANO IL RISARCIMENTO

 

Nel 1988, l'amministrazione comunale genovese decide di costruire un parcheggio sotto il parco dell'Acquasola; tra alti e, soprattutto, bassi - tangenti, ed altri tipi di pressioni indebite - si arriva al 2011, quando la suprema Corte di Cassazione dà ragione alle forze che vi si sono opposte, tra cui gli anarchici ed il locale circolo di Proletari Comunisti, e ratifica il divieto di distruzione dell'unico polmone verde del centro della città.

Passano alcuni mesi, al termine dei quali la Corte dei Conti decide che, per i danni nel frattempo causati al verde cittadino, sono responsabile tre assessori comunali della Giunta capitanata da Giuseppe Pericu: Bruno Gabrielli, titolare dell'Urbanistica, Arcangelo Merella, responsabile (nonostante non abbia mai conseguito neppure la licenza di guida) del Traffico, e Claudio Montaldo, assessore alla Sanità.

I tre si lamentano perché, a loro dire, i veri responsabili sono da ricercare nella Giunta successiva, quella di Marta Vincenzi; non so se abbiano o meno ragione, ma in tutti i casi la questione è facilmente risolvibile: paghino loro, e poi potranno rifarsi contro i veri distruttori, se riusciranno a provare che loro sono innocenti.

Si chiama responsabilità in solido: vale per i privati cittadini, ed a maggior ragione deve essere applicata agli amministratori pubblici; in questo modo la comunità non ci rimette, come invece sempre accade quando di mezzo ci sono politicanti che si rimpallano le responsabilità.

 

Genova, 10 dicembre 2012

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Genova

 

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